Pteranodonte (Pteranodon)

Nome: Pteranodonte (Pteranodon- longiceps)
Era: Mesozoica
Epoca: Cretacico superiore
Anni fa: 87-80 milioni
Gruppo: Pterosauria > Pterodactyloidea > Pteranodontidae
Dieta: Nord America
Siti di ritrovamento: Nord America

Lunghezza massima: 7 m
Altezza massima: 2 m
Peso massimo: 20 kg

Verso la fine del periodo Triassico alcuni rettili, chiamati Pterosauri, si adattarono al volo. Questi animali svilupparono in lunghezza le falangi del quarto dito della mano, corrispondente al nostro anulare, che supportava una membrana, chiamata patagio, simile a quella degli attuali pipistrelli. I sensi erano molto sviluppati e il corpo, muscoloso ma leggero per la sua struttura e per la presenza di sacche aeree, era ricoperto da squame modificate simili a peli.
Pteranodon longiceps è senza dubbio il più famoso tra gli pterosauri. Con i suoi oltre 6 metri di apertura alare, è stato ritenuto per lungo tempo anche il più grande rappresentante del gruppo, fino alla scoperta degli Azhdarchidi giganti come il Quetzalcoatlus.
La testa era munita di un lungo becco e le mascelle erano prive di denti. Sul retro del capo era presente una cresta ossea, che nei maschi era lunga, piatta ai lati e appuntita all'apice, mentre nelle femmine, che erano anche di taglia corporea più piccola, era arrotondata e molto più corta. È dunque possibile che la cresta fosse un elemento di riconoscimento tra i sessi e tra gli individui. È ormai certo che Pteranodon mangiasse pesci, mentre vi è ancora incertezza su come potesse catturarli. Secondo le teorie più recenti non avrebbe potuto pescarli in volo, si sarebbe piuttosto posato sulla superficie dell’acqua, per poi ghermire il pesce e decollare nuovamente, o si sarebbe addirittura tuffato riemergendo con il pesce nel becco, come fanno le sule.
Visse tra 87 e 80 milioni di anni fa in Nord America, nelle aree allora coperte dal grande mare noto come "Western Interior Seaway".