Orso delle caverne (Ursus)

Nome: Orso delle caverne (Ursus spelaeus)
Era: Cenozoica
Epoca: Pleistocene
Anni fa: 700.000-27.500
Gruppo: Mammalia > Carnivora > Ursidae
Dieta: Erbivoro
Siti di ritrovamento: Europa (Italia compresa)

Lunghezza massima: 2,5 m
Altezza massima: 2,8 m
Peso massimo: 600 kg

L'Orso delle caverne è vissuto nel Pleistocene e si è estinto durante l'ultima glaciazione, attorno a 27.500 anni fa. L’animale deve il nome al fatto che frequentava spesso le cavità naturali, specialmente come riparo dal freddo nel periodo di ibernazione invernale. Molti esemplari morivano nelle stesse grotte calcaree di anno in anno, e lì sono stati rinvenuti i loro resti: nella cava Rumena chiamata Pe?tera Ur?ilor sono stati rinvenuti ben 140 individui! Questa sovrabbondanza di resti ha permesso di fare numerosi studi, sull'anatomia e anche sulle malattie di questi animali, nonché di recuperare alcune sequenze di DNA che hanno mostrato una divergenza dall'orso bruno e da quello polare risalente a circa 1,3 milioni di anni fa. Nel corso della sua evoluzione, l'orso delle caverne era diventato prevalentemente vegetariano, trasformando l'ultimo premolare in un dente simile ai molari, e perdendo i premolari precedenti: la risultante superficie masticatoria era una macina capace di triturare anche i vegetali più coriacei, facilitandone la digestione. Altre caratteristiche di quest'orso sono la nuca tondeggiante e la fronte alta. Una volta adulto, un orso delle caverne non doveva avere molti predatori naturali, eccezion fatta per i branchi di lupi o per quei carnivori, quali iene o leoni, che si spingevano nelle caverne per aver facilmente ragione degli individui ibernati. La pratica comune di ibernarsi nelle grotte può essere stata una delle estreme specializzazioni che ha portato questi animali al declino e alla scomparsa, anche a causa dei primi uomini, sia neanderthal sia sapiens, che cercavano anch'essi riparo nei medesimi luoghi, non lasciando spazio agli orsi. È possibile che alcune popolazioni preistoriche, specialmente neanderthaliane, utilizzassero resti di orso durante i loro rituali funebri e religiosi. Tuttavia l'orso era poco rappresentato nelle pitture rupestri, forse a sottolineare il fatto che non veniva incontrato frequentemente dall'uomo.
Le caverne in cui sono stati effettuati i maggiori ritrovamenti si trovano su Alpi, Pirenei e Carpazi, ma raggiungeva anche l'appennino e la pianura padana.