Mammut lanoso (Mammuthus)

Nome: Mammut lanoso (Mammuthus primigenius)
Era: Cenozoica
Epoca: Pleistocene
Anni fa: 100.000-10.000
Gruppo: Mammalia > Proboscidea > Elephantidae
Dieta: Erbivoro
Siti di ritrovamento: Europa (Italia compresa) e Asia

Lunghezza massima: 5,5 m
Altezza massima: 3,5 m
Peso massimo: 5,5 ton

Nell’emisfero settentrionale del nostro Pianeta, durante il Pleistocene, branchi di elefanti si trovarono ad affrontare i rigori delle glaciazioni. Questi pachidermi, noti come Mammut lanosi, per sopportare le condizioni di freddo intenso svilupparono una folta pelliccia irsuta e notevoli spessori di grasso sottocutaneo. Una gobba sulle spalle costituiva una ulteriore riserva energetica. Il Mammut è fra gli animali della preistoria uno dei meglio conosciuti perché, essendosi estinto circa 10.000 anni fa, è stato possibile rinvenirne parecchi resti ben conservati.
Nei fanghi gelati della Siberia e dell’Alaska sono stati rinvenuti Mammut interamente congelati, per cui è stato facile ricostruirli anche nei più piccoli particolari e ipotizzarne le abitudini, e addirittura studiarne il DNA che ha mostrato una stretta parentela con l'elefante indiano odierno. Erano animali migratori che si spostavano per trovare grandi quantità di cibo. La loro dieta erbivora includeva principalmente erba, conifere, salici, betulle e ontani.
Le orecchie, contrariamente a quanto accade negli elefanti dei climi caldi che le usano per dissipare il calore, erano piccole, mai superiori ai 30 cm di altezza nell'adulto. Al contrario, le zanne erano molto sviluppate e più incurvate rispetto agli altri proboscidati, e avevano un tratto più rettilineo e appiattito che l'animale poteva appoggiare al terreno per usarlo come spazzaneve e disseppellire la vegetazione.
Mammuthus primigenius si estinse quasi ovunque, anche in pianura padana, circa 10.000 anni fa, al termine dell'ultima fase glaciale. La causa principale fu la notevole contrazione del suo habitat che ridusse numericamente le popolazioni rendendole più vulnerabili alla caccia praticata dall'uomo, che oltre a mangiare le carni utilizzava le grandi zanne per costruirsi capanne e ripari, la pelle per produrre indumenti e le ossa per fabbricare utensili. L'ultima popolazione a estinguersi fu quella dell'isola di Vrangelya, nell'Oceano Artico, scomparsa intorno al 1.800 A. C..