Australopiteco (Australopithecus)

Nome: Australopiteco (Australopithecus afarensis)
Era: Cenozoica
Epoca: Pliocene
Anni fa: 3,9-2,9 milioni
Gruppo: Mammalia > Primates > Hominidae
Dieta: Onnivoro
Siti di ritrovamento: Africa

Lunghezza massima: -
Altezza massima: 130 cm
Peso massimo: 50 kg

Gli Australopitechi apparvero per la prima volta all'incirca 3,9 milioni di anni fa ed ebbero un grande successo evolutivo, dando probabilmente origine alla linea che avrebbe portato all'uomo. L'esemplare più famoso è sicuramente lo scheletro completo al 40% di una femmina rinvenuta in Etiopia in rocce di 3,2 milioni di anni fa, classificata come AL-288-1 ma conosciuta in tutto il mondo semplicemente come Lucy, in onore della canzone dei Beatles “Lucy in the Sky with Diamonds”, che veniva ascoltata ripetutamente al campo base della spedizione che scavò i resti fossili.
Lucy era alta 1 metro e 10 cm e pesava 29 kg. Se avessimo potuto incontrarla, a una prima occhiata non sarebbe dovuta apparire troppo diversa da uno scimpanzé. Tuttavia, osservandola meglio, ci saremmo accorti che le braccia non erano così lunghe, che aveva acquisito la postura eretta, come indicato dalle ossa delle gambe e del bacino. La capacità cranica era invece ridotta in proporzione rispetto alla nostra, anche per far spazio alla possente muscolatura che in vita muoveva le robuste mascelle. Si trattava dunque di esseri con numerosi tratti comuni sia allo scimpanzé sia all'uomo, dall'andatura prevalentemente bipede ma pronti ad arrampicarsi sui radi alberi della savana per sfuggire ai predatori o per trovare un rifugio sicuro dove passare la notte. Proprio una caduta accidentale da un albero potrebbe essere stata la causa della morte di Lucy.
La dieta onnivora, che consentiva di trovare nutrimento in qualsiasi frangente, sfruttando sia prede animali sia risorse offerte dalla terra, unita alla capacità di muoversi in diversi ambienti, agevolò la diffusione degli australopitechi in gran parte del continente africano.