Botanica

La flora del parco

Le foreste dell'Italia settentrionale hanno subito, nel corso dei secoli, diverse vicissitudini: dalle modeste attività di coltivazione degli uomini primitivi, alle bonifiche dell'epoca romana, al continuo disboscamento per lasciare posto ai campi di cereali e foraggio e alla costruzione di paesi e città degli ultimi due secoli.

Solo alcuni tratti delle rive dei fiumi non furono disboscate perché i terreni, facilmente soggetti ad inondazioni, furono ritenuti non adatti all'agricoltura.

Proprio in queste aree boschive, oggi, possiamo ritrovare gli ultimi lembi dell'originale foresta di latifoglie decidue che ricopriva le pianure settentrionali. Il Parco della Preistoria, situato lungo la sponda sinistra dell'Adda, offre ai suoi visitatori, la possibilità di conoscere la vegetazione di quelle formazioni boschive, o almeno ciò che di esse rimane.

Nel bosco del Parco, frammiste alle specie legate, direttamente o indirettamente, all'attività umana (pioppi, ibridi, robinia), convivono tutte le essenze legnose tipiche dell'antica foresta planiziale (farnia, olmo, pioppo, carpino, biancospino).

Pur risentendo dell'infiltrazione di specie dell'ambiente antropico e delle coltivazioni, il sottobosco rimane, soprattutto in alcune zone, pregevole; si possono ritrovare, infatti, anemoni scille, campanellini di primavera consolide, polmonarie, vinche, viole, primule e molte altre specie, di cui parecchie protette dalla Regione Lombardia.

Oltre alla vegetazione del bosco, nel Parco è possibile osservare intatto anche l'ecosistema della palude.

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